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Fenici

I Fenici secondo i greci furono un popolo originariamente insediatosi sulle coste orientali del mar Mediterraneo, nei pressi del Libano, e del quale si ha notizia fin dal XXI secolo a.C. La civiltà fenicia viene ricollegata ai Cananei dell’antica Palestina, che abitarono nel sud della stessa regione, essendo nei fatti i fenici indistinguibili per lingua (se non per variazioni dialettali) e cultura dal resto dei popoli cananei.

Essi furono soprattutto un popolo di commercianti che utilizzavano il mar Mediterraneo per esportare legname e altri oggetti da scambiare con altri popoli. Conoscevano e sapevano tracciare le rotte ed erano in grado di navigare di notte, prendendo come riferimento la Stella Polare. Praticavano il cabotaggio, per poter attraccare in caso di difficoltà, fare rifornimento di acqua dolce e viveri e commerciare con le popolazioni locali. Seppero produrre, con il legno di cedro, navi molto robuste, adatte per il commercio, che potevano contenere grandi quantità di merci e altre cose a seconda del loro bisogno. I Fenici furono i primi a circumnavigare un intero continente (l’Africa), cioè a navigarlo per tutto il suo perimetro.

Etimologia
Il termine “fenici” viene fatto risalire alla parola greca φοίνικες (Phoinikes) (attestata già in Omero come nome di questo popolo), che probabilmente era un termine per designarli e non la parola con cui essi designavano se stessi; d’altra parte non risulta che i Fenici si siano mai dati una denominazione “complessiva”, oltre alle denominazioni delle singole città. L’origine di Phoinikes sarebbe da collegarsi al termine φοῖνιξ , ossia “rosso porpora”. Phoinikes indicava il popolo e Phoinike la regione. Le fonti antiche rimarcano più volte come la lavorazione dei gusci dei murici, dai quali si otteneva il pigmento rosso-porpora, fosse una fiorente industria dei Fenici. L’archeologia non restituisce dati relativi a confermare quello che si può leggere nelle fonti perché gli stessi residui di lavorazione venivano successivamente impiegati per la produzione di calce. È peraltro possibile che il nome comune (“porpora”) derivi dal nome proprio[1]. Analogo discorso per la parola “cananei”, che veniva usata a Ebla (III millennio a.C.) e nell’Antico Testamento, forse connessa con l’accadico kinakhkhu, sempre per indicare la stessa tonalità di colore; l’uso del termine “sidonii” è invece attestato solamente da parte dei Greci e nell’Antico Testamento.[2]

Se l’attribuzione di un nome unitario a questo popolo si deve soprattutto ai Greci nel IX a.c , dall’altro la maggior parte della documentazione orientale privilegia le singole città come protagoniste della storia fenicia. In generale, quindi, sono scarsi e poco frequenti i nomi che designano i Fenici come unità, a causa del loro frazionamento: il dibattito sull’esistenza di una loro nazione ha portato a supporre una sorta di confederazione marinara. Di ciò non si possiedono molte tracce, ma viene supposto dal patrimonio culturale comune esistente. I confini cronologici della loro presenza storica sono molto ampi: si attesta una presenza umana sulla costa libanese sin dall’epoca preistorica. L’inizio risale agli anni 1200 a.C., punto di cesura e di partenza per la storia fenicia, anche se si trovano strutture insediative simili (città-stato) sia prima, sia dopo. Il termine finale per la civiltà fenicia è il 333 a.C., data della conquista dell’Oriente ad opera di Alessandro Magno.

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